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Le Bande di Bollinger

MessaggioInviato: 09/02/2012, 21:15
da AZ13
Tra gli indicatori di analisi tecnica utili per la costruzione delle strategie in opzioni deve essere annoverato sicuramente quello delle Bollinger Bands.

Credo che la maggior parte degli utenti del forum conosce o ha utilizzato, almeno una volta, le Bollinger Bands e quindi sa di che cosa stiamo parlando.

Per chi ignora l’argomento ricordiamo brevemente di che cosa si tratta.

Le Bollinger Bands - create da John Bollinger - rappresentano un tipo particolare di envelope (busta), ovvero un indicatore che si disegna direttamente sul grafico dei prezzi e serve a “racchiudere” le loro fluttuazioni e ad evidenziarne così i movimenti più significativi.

La differenza sostanziale tra le Bollinger Bands e le envelope è che quest’ultime sono tracciate secondo una percentuale fissa sopra o sotto la media mobile, mentre le bande di Bollinger sono tracciate secondo livelli di deviazione standard dei prezzi di chiusura sopra o sotto una media mobile.

Ora, visto che la deviazione standard è una misura di volatilità (ecco il motivo per cui può tornare utile a noi opzionisti questo tipo di indicatore), le bande si muovono seguendo i prezzi, allargandosi o restringendosi in funzione della volatilità del titolo cui sono applicate.

La figura postata mette in evidenzia questo principio, mostrando come le fasi di bassa volatilità si alternano a quelle ad elevata volatilità dove i prezzi tendono a muoversi intorno alla media mobile tentando di "forzare" le barriere costituite dalle Bande.

Re: Le Bande di Bollinger

MessaggioInviato: 09/02/2012, 21:33
da AZ13
Vediamo adesso alcune caratteristiche delle Bollinger Bands prima però vediamo come possiamo costruirle con un semplice foglio di calcolo.

Una volta scaricati i prezzi di chiusura di un generico sottostante (nel nostro caso abbiamo preso i prezzi di chiusura dell'indice Ftse Mib) dobbiamo costruire tre bande (superiore, centrale e inferiore).

Iniziamo dalla quella mediana.

La banda mediana (middle band) è una media mobile semplice a 20 periodi per ottenerla è sufficiente selezionare la cella F24 e scrivere =MEDIA(E5:E24) dopodiché – partendo dal quadratino nero in basso a destra della cella - si trascina in basso fino alla fine dei dati relativi alle chiusure.

Re: Le Bande di Bollinger

MessaggioInviato: 09/02/2012, 22:44
da AZ13
Andando avanti creiamo adesso la banda inferiore (lower band).

La banda inferiore corrisponde alla media mobile spostata verso il basso del valore corrispondente a 2 volte la Deviazione Standard; per poterla realizzare quindi dobbiamo prima calcolarci con la stessa estensione - cioè 20 periodi - la Deviazione Standard del prezzo di chiusura e in seguito la sottraiamo due volte al valore della media mobile.

Selezioniamo la cella G24 e inseriamo la formula: =F24-2*DEV.ST.POP(E5:E24) e trasciniamo in basso come nel caso precedente.

Re: Le Bande di Bollinger

MessaggioInviato: 09/02/2012, 22:50
da AZ13
Con lo stesso procedimento diamo origine alla banda superiore (upper band) che corrisponde alla media mobile spostata verso l’alto del valore corrispondente a 2 volte la Deviazione Standard; selezioniamo allo scopo la cella H24 e inseriamo la formula: =F24+2*DEV.ST.POP(E5:E24) e trasciniamo in basso come nel caso precedente.

Re: Le Bande di Bollinger

MessaggioInviato: 09/02/2012, 22:58
da AZ13
Come avete visto con pochi e semplici passaggi abbiamo realizzato "in casa" l’indicatore delle Bollinger Bands; non ci rimane altro che selezionare oltre al prezzo di chiusura le tre bande che abbiamo costruito e plottarlo attraverso un grafico e il gioco è fatto. Ecco il risultato…

5.jpg


E' del tutto simile a quello postato prima e realizzato con un software professionale.

Re: Le Bande di Bollinger

MessaggioInviato: 09/02/2012, 23:15
da AZ13
Torniamo alle caratteristiche di questo popolare indicatore.
  • Una forte variazione di prezzo tende a verificarsi dopo un restringimento delle bande, a causa di una diminuzione della volatilità. In altre parole la riduzione dell’ampiezza delle bande aumenta la probabilità di un forte breakout nei prezzi; in particolare - più a lungo i prezzi rimangono imprigionati all’interno di bande ristrette - maggiore sarà la probabilità di un breakout.

  • Quando i prezzi si muovono fuori dalle bande, si presuppone una continuazione del trend corrente.

  • Minimi (massimi) segnati al di fuori delle bande seguiti da minimi (massimi) al loro interno segnalano un’inversione di trend.

  • Un movimento con origine a un estremo di banda tende a dirigersi verso la banda opposta. Questa osservazione è utile in particolar modo nella proiezione di target dei prezzi.

Re: Le Bande di Bollinger

MessaggioInviato: 10/02/2012, 11:58
da AZ13
%B e Bandwidth, gli indicatori derivati dalle Bande di Bollinger

Un altro modo per valutare la volatilità è quello di servirsi di due indicatori derivanti direttamente dalle bande di Bollinger.

Come abbiamo visto, infatti, queste bande si muovono seguendo i prezzi, allargandosi o restringendosi in funzione della volatilità del titolo cui sono applicate.

Questi due indicatori partono appunto dalle bande di Bollinger e hanno l'obiettivo di segnalare particolari situazioni che si vengono a creare nei movimenti di prezzo; in particolare cercano di "quantificare" l'azione dei prezzi rispetto alle bande vere e proprie.

Ora - come sapete - all’interno della banda superiore e inferiore sono racchiusi la quasi totalità dei prezzi (circa il 95%). Va da se che quando i livelli di prezzo "eccedono" le bande verso l'alto o verso il basso queste situazioni rappresentano dei casi eccezionali e, pur essendo immediatamente individuabili a colpo d'occhio sul grafico dei prezzi, avere a disposizione un indicatore che ci segnali puntualmente questa evenienza potrebbe tornare utile. Questo indicatore è appunto il %B.

Re: Le Bande di Bollinger

MessaggioInviato: 10/02/2012, 13:02
da AZ13
Cos'è il %B?

Il B% si comporta più o meno come lo stocastico. Infatti così come lo stocastico è capace di segnalarci in che posizione si trova l’ultimo prezzo rispetto ai massimi e ai minimi più recenti, così il %B ci indica quale è la posizione dell’ultima quotazione rispetto al range determinato dalle bande di Bollinger.

Si tratta di un semplice indicatore che nel 95% dei casi assume un valore compreso tra zero e 1 in funzione della posizione dei prezzi relativamente alla Bande. Nell’altro 5% dei casi il %B può assumere valori superiori a 1 o inferiori allo zero proprio in coincidenza di quegli eventi che portano i prezzi a violare i limiti delle Bande.

6.jpg

Abbiamo quindi queste 5 possibilità in base alla posizione dei prezzi rispetto alle bande:

  • %B = 1 quando i prezzi sono in corrispondenza della banda superiore
  • %B = 0,5 quando i prezzi sono in corrispondenza della banda mediana
  • %B = 0 quando i prezzi sono in corrispondenza della banda inferiore
  • %B > 1 se i prezzi superano la banda superiore
  • %B < 0 se i prezzi sono sotto alla banda inferiore

Ecco come voglio procedere per calcolare il %B: darò prima la formula dell’indicatore, poi farò vedere come ottenerlo con un foglio di calcolo di Excel.

Intanto vi do la formula:

(Chiusura – Banda Inferiore) / (Banda Superiore – Banda Inferiore)

Re: Le Bande di Bollinger

MessaggioInviato: 10/02/2012, 13:28
da AZ13
Nel foglio postato avete tutte le indicazioni per calcolare il B%.

Re: Le Bande di Bollinger

MessaggioInviato: 10/02/2012, 19:12
da AZ13
Bandwidth

L'altro indicatore direttamente derivato dalle Bollinger Bands è il cosiddetto Bandwidth il quale misura semplicemente l’ampiezza delle bande.

Ora, dato che sappiamo che la volatilità è positivamente correlata con l’ampiezza delle bande nel senso che ad un aumento dell’estensione delle bande corrisponde ad un aumento di volatilità e di converso una diminuzione della loro ampiezza corrisponde ad una diminuzione di volatilità, con Bandwidth è possibile individuare - in un determinato arco di tempo - cicli della volatilità ovvero il susseguirsi di zone di prezzo ad alta e bassa volatilità e quindi individuare situazioni di particolare compressione che potrebbero dare vita a esplosioni direzionali.

La formula costruttiva del Bandwidth è la seguente:

(Banda Superiore – Banda Inferiore) / Banda Mediana

L'immagine che segue illustra come l'indicatore (rappresentato sotto forma di istogramma) cresca e decresca in linea con l'evoluzione dell'ampiezza delle Bande. Abbiamo poi inserito una regressione lineare in modo tale da capire quando la volatilità è alta e quando questa è viceversa bassa in termini relativi.