Quello che mi sta frenando per andare short è questo VWAP relativamente alto.
Cerchiamo di ragionare. Dal punto di vista tecnico la cautela ha una logica. Anche se farei una distinzione: non è tanto il VWAP “alto” a rendere problematico lo short, quanto l'enorme distanza che si è ormai creata tra prezzo e VWAP.
Il future è intorno a 51.460, mentre il VWAP è ancora in area 51.802: parliamo di oltre 340 punti di distanza, circa lo 0,65%. Inoltre il POC è ancora più in alto, intorno a 51.940. Il mercato è quindi fortemente sbilanciato verso il basso rispetto ai due principali riferimenti di valore della seduta.
La struttura, però, è inequivocabilmente ribassista: dopo le 10:30 abbiamo una successione molto pulita di massimi e minimi decrescenti, il VWAP è stato perso senza essere più recuperato e ogni tentativo di rimbalzo è stato venduto. Quindi il problema non è trovare argomenti a favore dello short: il trend intraday li fornisce abbondantemente.
Il problema è dove entrare short. A questi livelli si rischia di inseguire un movimento già molto esteso, proprio mentre aumenta la probabilità di un rimbalzo tecnico verso la media. E il VWAP così distante rende particolarmente asimmetrico questo rischio.
C'è da fare poi un'altra considerazione importante: un VWAP molto distante non significa necessariamente che il prezzo debba tornarci. In una vera trend day ribassista il VWAP può restare centinaia di punti sopra il mercato per tutta la seduta. Quindi non lo considererei un motivo per escludere ulteriori ribassi; lo considererei piuttosto un motivo per non inseguirli sui minimi.
La cosa più interessante del grafico, per me, è questa: stamattina il mercato è passato da circa 51.600 a 52.015 e poi da 52.015 a 51.460. Sono oltre 550 punti di discesa dai massimi. In un mercato del genere, il rischio maggiore è avere ragione sulla direzione ma entrare nel momento peggiore.