Oggi non siamo di fronte al solito storno tecnico. Sul mercato si è creata una combinazione particolarmente pesante: geopolitica, petrolio, inflazione e tensioni sui titoli di Stato stanno agendo contemporaneamente.
Gli attacchi all'Arabia Saudita hanno fatto impennare il Brent oltre quota 101 dollari, riaccendendo immediatamente i timori inflazionistici. Contemporaneamente è partita una forte vendita sui titoli di Stato europei e americani, con rendimenti in rialzo e spread nuovamente sotto pressione. A tutto questo si aggiunge il contagio proveniente dal debito francese, che sta coinvolgendo progressivamente anche gli altri Paesi dell'Eurozona.
Piazza Affari sta pagando pesantemente questa situazione e lo abbiamo visto dal grafico del Volume profile. FTSE MIB è tornato sotto quota 50.000. Ma la cosa che considero più importante, osservando il Future, è che il mercato per il momento non sta mostrando una vera capacità di reazione. I rimbalzi vengono rapidamente riassorbiti, il VWAP continua a scendere e il Volume Profile sta costruendo valore sempre più in basso.
Ed è forse questo il segnale più significativo della seduta: non è soltanto il prezzo che sta scendendo; è il mercato che, almeno per ora, sta accettando prezzi progressivamente inferiori. Fino a quando questa dinamica non cambierà, qualsiasi rimbalzo dovrà essere valutato con molta prudenza.